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| aspetti legali nell'uso di sistemi biometrici |
Sistemi biometrici e privacy.
Il sensore biometrico per il riconoscimento delle impronte digitali è uno scanner che cattura l’immagine dell’impronta e, attraverso algoritmi matematici
unidirezionali, la converte in punti a cui assegna delle coordinate x/y. L’algoritmo proprietario converte queste coordinate di punti in stringhe numeriche criptate, che
vengono memorizzate in un modello da utilizzare per i confronti successivi. Nel modello biometrico vengono memorizzate solo le coordinate x/y dei punti e non l’immagine
dell’impronta. Questo rende impossibile risalire dal modello all’impronta, rendendo così inaccessibile l’identità dei soggetti registrati.
L’identità non può essere clonata o riutilizzata, dunque, per il semplice fatto che non è memorizzata.
Aspetti legali.
In Italia, l'uso di sistemi biometrici nelle aziende è stato oggetto, negli ultimi anni, di diversi provvedimenti da parte dell'autorità garante per la protezione dei dati personali.
L'autorità ha dichiarato illegittimo l'uso dei sistemi biometrici quando l'unico fine sia la rilevazione presenze, che può essere effettuata con sistemi tradizionali e meno invasivi;
la stessa autorità si è pronunciata favorevolmente all'uso dei sistemi biometrici ove sussistano problematiche relative alla sicurezza e, in particolare, al controllo accessi ad aree
sensibili (Uso delle impronte digitali per i sistemi di rilevamento delle presenze nei luoghi di lavoro - 21 luglio 2005).
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